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Ogni anno, rispetto all’Esame di Stato di Psicologia, ho visto prevalere difficoltà diverse. Nel 2018, ho notato una difficoltà generalizzata ad iniziare.


Negli anni scorsi, il blocco arrivava dopo, quando uno si metteva sull’apprendimento, sulla memoria, ecc.

Poi magari curiosava su un gruppo di mutuo aiuto per confrontarsi o faceva un corso e uscivano fuori nomi, autori e ricerche impensabili, per cui si bloccava, pensando:

“No, è troppa roba, no ce la farò mai. Sono tutti così preparati! Io invece mi sento così inadeguato. Come faccio a sapere tutta quella roba…in più lavorando e dovendo gestire casa e figli, è impossibile. Non ho tempo, non ho la testa per tutte quelle cose, mi conviene rimandare alla prossima sessione, quando sarò più libero, anzi no forse è meglio che rinuncio”.

Sommando le ore in cui ho risposto a email come queste (gratis, magari erano persone che poi non ho più sentito), credo che si tratti ormai di anni passati a incoraggiare, con il cuore triturato, perché non vorrei mai che una persona arrivi a fare questi pensieri.

Quest’anno ho notato che quel blocco spesso è arrivato prima. Ovviamente non è una cosa universale, non è successo a tutti, ma ho constatato questa tendenza, anche osservando la mia infernale casella di posta elettronica.

E sono preoccupata. Non intendo dare soluzioni, ma sono preoccupata per i rischi per questa situazione di comprensibile vulnerabilità.

E’ la stessa vulnerabilità in cui si trovano spesso i pazienti/clienti/ecc dello psicologo, quindi la stessa vulnerabilità che poi ognuno di noi osserverà nell’altro…ma che dico, la osserva già nell’altro, non serve essere psicologi: nell’amica che si è separata ed è disperata, nel cognato cinquantenne che è stato licenziato dopo 20 anni, in qualunque persona in difficoltà in cui ci imbattiamo.

E che succede? Facile che la vulnerabilità porti a riporre fiducia…nel mago di turno. Il mago non è solo il cartomante sulla tv locale, che legge i tarocchi, con la candele accese e qualche simbolo esoterico e prescrive qualche rito.

Magari, quelli ormai sono spesso poco più che folclore. Il mago è chiunque arriva prefigurando soluzioni o semplicemente mostrando sicurezza in se stesso. Quindi la persona vulnerabile desume: “se lui ce l’ha fatta, è un mago, può salvarmi”.

E via con lo shopping per l’Esame di Stato, tra libri, corsi, lezioni, serate, strategie rutilanti, e poi di nuovo altri libri, altre iniziative, ecc., in cui si ripone fiducia e speranza, in una spirale senza fine, in cui sembra sempre che manchi un tassello e che se non si sa quella cosa che è importantissima per quel prof, uh, si è spacciati.

E così anche chi supera l’esame, arriva sfinito, e poi ricomincia perché pure all’inizio della professione si ripete la cosa: “E adesso come si fa? Io non sono capace, come fanno tutte queste persone a lavorare con tanto successo, tutti bravissimi, tutti belli, tutti fighi, io non ce la farà mai, figuriamoci se la gente viene da me. Non so fare nulla, so solo tanta teoria inutile..”

Ma ecco una luce all’orizzonte: quel corso, quel master, quella scuola, quel guru e quel paraguru… e via con la nuova spirale di corsi, ricorsi, master, scuole.

Ma io vado dal dott. Mandrake, lui è super esperto interplanetario!“. Il fatto è che in qualunque campo si possa essere “esperti”, chi ha accumulato uno storico di casistiche, si astiene dal fornire soluzioni e dare ricette o fare generalizzazioni o mostrare sicurezze.

Non voglio dire che non si debba investire in formazione: ho investito così tanto in formazione italiana, anche facendo debiti e chiedendo una dilazione sull’affitto al proprietario di casa, che potrei essere considerata azionista! In più è un ragionamento estremizzato, ovviamente.


Però ecco, la situazione è delicata e sinceramente, sono preoccupata, e capisco benissimo la vulnerabilità, perché è una vita che la provo e come tante sono stata messa a dura prova dalla vita. Invito a passare dal ruolo di spettatore che assiste incredulo alle magie, a tirare giù i mantelli rossi che celano un’autorevolezza inconsistente, inutile e pericolosa.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net