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L’ansia da informazione è una “sindrome” diffusa tra gli studenti che si preparano all’Esame di Stato di Psicologia


La psicologia cognitiva ha approfondito l’eccedenza di informazioni, sostenendo che l’l’efficienza di un individuo nell’uso delle informazioni nel proprio lavoro è ostacolata dalla quantità di informazioni pertinenti e potenzialmente utili a lui disponibili (Bawden e Robinson, 2008, p. 3).

L’eccesso di informazioni è stato studiato anche in relazione alla memoria di lavoro (Working Memory; Baddeley, 1983). Infatti, si verifica un eccesso di informazioni quando la quantità di informazioni recepite supera la capacità della memoria di lavoro di elaborarle (Fournier, 1996).

Quindi, l’eccedenza di informazioni compromette la possibilità di costruire una conoscenza, cioè di creare un proprio archivio mentale di informazioni, rappresentazioni e rielaborazioni soggettive di esperienze, vissuti o eventi (Klingberg, 2009).

Accedere a molteplici informazioni, senza la possibilità di poterle assimilare tutte, talvolta incontrando difficoltà anche a selezionarle, crea una situazione di disagio e di ansia specifica, definita “ansia da informazione” (Wurman, 1990).

La strategia difensiva generalmente messa in atto per gestire questo disagio è il ritiro o l’evitamento delle informazioni stesse (Savolainen, 2007).

Infatti, piuttosto che selezionarle, analizzarle, individuare quelle importanti e distinguerle dal “rumore di fondo”, visto che le risorse cognitive e temporali necessarie per questo compito sono limitate, l’individuo preferisce rinunciare.

Gli individui si sentono sopraffatti da tale disponibilità e, quindi, preferiscono distanziarsi, per non avere lo stress cognitivo (Savolainen, 2007).


Quindi, l’eccessiva disponibilità di informazione comporta una situazione paradossale, invece che produrre un aumento della conoscenza, causa un peggioramento. 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net