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Spesso ci si spaventa per la mole di contenuti da sapere per l’Esame di Stato di Psicologia. In realtà questa presunta “mole” è irreale.


Per l’Esame di Stato di Psicologia, non c’è un programma d’esame, come negli esami universitari, con una lista di libri e di argomenti prestabiliti.

Sì, è vero, può uscire di tutto, così come un paziente che va dallo psicologo, può esporgli di tutto, non c’è una lista predefinita di problemi che gli può esporre.

Questo non significa che lo psicologo debba sapere in anticipo una lista infinita di possibili problemi, con una teoria, un test e un intervento specifici su ciascuno: ha una base e la adatta a tutto.

Così all’EdS. Può uscire di tutto, ma questo “tutto” è riconducibile a una rosa limitata di macro-argomenti. Ne ho individuati 20. Li ho potuti isolare grazie alla pratica quasi ventennale come tutor, di cui gli ultimi 12 anni per l’EdS.

Padroneggiando questi argomenti, facendoli bene, senza sovraccaricarsi di dettagli e adattandoli flessibilmente, si possono coprire direi pressoché…quasi tutte le tracce.

Non dico tutte, ma non si rimane mai a piedi, se si utilizza flessibilità.

Non posso generalizzare, ma l’importante è che arrivi un messaggio rassicurante: la mole non è così imponente come si presuppone, facendo calcoli ossessivi o bulgari.

E’ come quando si cucina la torta: ne esistono migliaia, ma sono tutte varianti di uno stesso modello, cioè strati di pan di spagna alternati a crema.

Una volta che uno sa fare questa base, può coprirla in mille modi: con la frutta, con la panna, con la pasta di zucchero, ecc, ma la base resta quella.

Inutile memorizzare una ricetta per la torta di frutta, una per la torta di panna, ecc. Basta una base e poi variare la copertura.


E’ solo una metafora, per dire: più della vastità di conoscenze, contano buone basi e flessibilità nell’adattarle. 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net