Seleziona una pagina

In alcune sedi può capitare che venga proposto un “tema applicativo”. Vediamo di cosa si tratta


La dicitura “tema applicativo” l’hanno inventata alcune sedi in cui, quando è stata aggiunta la seconda prova (prima c’era solo tema, caso e orale), questa non è stata strutturata come un progetto, dato che il “progetto” era una cosa nuova anche per i prof, visto che ai loro tempi non c’era.

Per cui, alcune sedi proponevano questo “tema applicativo”, ma ogni commissione ha usato questa dicitura a modo suo, quindi non ha un significato fisso, non corrisponde a una struttura fissa.

Per capire meglio, partiamo dalla suddivisione delle conoscenze per l’Esame di Stato di Psicologia in 3 blocchi: quello teorico, quello tecnico e quello pratico.

Ecco, per molti anni, a Pavia, Palermo e Messina, dove si faceva questo tema applicativo al posto del progetto, la prima prova copriva il blocco teorico, la seconda (tema applicativo) copriva quello tecnico e quello pratico, oppure a volte solo quello tecnico e a volte solo quello pratico.

Quindi stessi blocchi, ma spalmati su due prove invece che su una.

Le tracce applicative non sempre chiedevano la parte teorica, perché era stata già messa nella prima prova, quindi chiedevano intervento, attività, ecc. legate alla teoria esposta nella priva prova.

Tuttavia, spesso, anche chiamandosi tema applicativo, di fatto ricalcava la struttura di un progetto più classico o di un intervento.

Infatti, controllando le tracce applicative, di fatto pure loro chiedevano obiettivi, attività, strumenti, valutazione, esattamente come succede nel progetto e talvolta nel caso.

Quindi a prescindere da come un compito venga chiamato, la sostanza cambia poco. Si usano nomi diversi per indicare cose analoghe o cmq non così diverse da dover scomodare altri nomi. Gira e rigira siamo sempre intorno a quei 3 blocchi.

Quindi anche per prepararsi al tema applicativo, suggerisco di usare il manuale dedicato al progetto, perché i paragrafi e le richieste sono quelle, magari in ordine diverso, con nomi diversi o con cose in più o in meno.

Ma questo già succede confrontando le scalette di progetto tra le varie sedi nei diversi anni, che non sono uguali ma variano, ma gira e rigira la psicologia è quella.

Quindi non mi soffermerei sul nome in sé, perché non è associato a un unico significato, a una struttura standard.


E’ invece opportuno considerare le richieste che vengono fatte nelle prove e rispondere esattamente a quelle, considerando che possono essere espresse con diverse parole, diverse etichette, diversi accorpamenti, aggiunte di particolari, ma girano sempre intorno a quei 3 assi.

The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net