La 6 è infernale e la 7-8-9 sono incluse gratis nella mia consulenza tesi


1) Proporre un progetto di tesi con indice e bibliografia al relatore, sperando che piaccia al relatore

Si accumula stanchezza ancora prima di iniziare la tesi, perché spesso occorre formulare più proposte, per rispondere agli interessi di ricerca del relatore, articolando ogni volta un nuovo progetto, con dispendio di tempo ed energie.

2) Cercare articoli scientifici in inglese, con le parole-chiavi giuste

La tesi non si può basare sui riassuntini di manuali in italiano. Una volta approvato il progetto tesi, occorre cercare articoli di ricerca recenti in inglese, da usare nella stesura.

A questo fine, occorre interrogare gli archivi scientifici con le parole-chiavi giuste, affinché il relatore non respinga i contributi perché li ritiene inutili o vecchi.

Purtroppo nessuno, in 5 anni di università, ha mai spiegato come interrogare un archivio di ricerca, ma questa operazione viene pretesa al momento della tesi.

3) Elaborare il contenuto degli articoli scientifici, ma senza tradurre letteralmente

Gli articoli di ricerca trovati non vanno tradotti letteralmente, altrimenti il relatore dice che il testo è troppo aderente all’inglese e suona meccanico. Ed è vero.

Peccato che anche questa operazione, in 5 anni, non venga mai insegnata, mentre richiederebbe numerose esercitazioni per essere appresa.

4) Scrivere capitolo per capitolo, in modo oggettivo, ma allo stesso tempo critico

La stesura della tesi prevede il collegamento dei contenuti grezzi finora creati, cioè della rielaborazione degli articoli di ricerca prima predisposti, in modo che il discorso fluisca.

Non bisogna essere personali, perché la tesi non sono i “pensierini” di quinta elementare, ma attenersi ai dati, e al contempo saperli integrare per dimostrare capacità critiche e analitiche.

Quelle stesse capacità che in 5 anni non sono state quasi mai stimolate, perché l’università esige uno studio mnemonico, in cui occorre saper ripetere a comando il programma d’esame, spesso con le stesse parole del relatore, altrimenti non si riceve un buon voto.

5) Mantenere uno stile di scrittura scientifico

Lo stile scientifico richiesto dalla tesi in Psicologia non è quello letterario che piaceva al professore di italiano del liceo, pieno di retorica.

Non è nemmeno lo stile concreto che si usa al lavoro, dove è importante farsi capire subito e agire, piuttosto che curare la forma, fare attenzione alle fonti, essere assolutamente oggettivi.

Il laureando lavoratore non ha più familiarità con la scrittura, né ha ricevuto un addestramento allo stile scientifico.

6) Formattare maniacalmente la bibliografia, per non provocare il lato ossessivo del relatore

Questo è l’aspetto più ossessivo delle tesi in psicologia, su cui i relatori sono fissati. Alcune università adottano le norme APA, altre le norme all’italiana con il pié di pagina, altre creano norme autonome.

Le norme riguardano come scrivere le fonti in bibliografia quindi cosa mettere in corsivo, dove mettere i punti, dove le virgole, ecc.

Spesso è l’unico aspetto che la commissione di laurea controlla, quindi bisogna curarlo maniacalmente, per non fare brutta figura, rischiando di giocandosi in seduta tutto il lavoro fatto, per un corsivo sbagliato.

7) Fare le modifiche richieste dal relatore, spesso ambigue, stando dietro alle sue fisse

Il relatore ha sempre da ridire, per giustificare il loro ruolo e dimostrare che hanno lavorato.

I relatori si devono sempre attaccare a qualcosa, talvolta stroncano il lavoro, senza neanche spiegare bene come lo vogliono e affiancare il laureando per insegnargli come migliorare.

Percepiscono il loro ruolo come un ruolo di potere, non di servizio.

8) Preparare l’abstract di tesi, rispettando le regole della segreteria

Dopo l’approvazione della tesi, la fatica non è finita, perché le università chiedono un riassunto da consegnare in segreteria, secondo determinate regole.

Altri regolamenti da studiare, file da impaginare come richiesto, contenuti da riorganizzare.

9) Preparare il discorso di laurea e le slide, per non annoiare i commissari e non vedersi abbassare il voto

Il discorso deve trasmettere in pochi minuti il valore della tua tesi e le slide che talvolta vengono richieste devono essere chiare, non piene di muri di testo, che distraggono i commissari.

Altrimenti, viene penalizzato il lavoro fatto proprio nel momento in cui viene giudicato con un voto che rimarrà per sempre e inciderà su concorsi e carriera.

10) Stare dietro alla burocrazia, per non saltare la sessione, rischiando di ripagare le tasse annuali

Una volta approvata la tesi, occorre pagare tasse previste per la laurea, caricare i file sulla piattaforma (se prevista) e seguire la procedura prevista da ciascuna università per prenotarsi, perché basta un giorno di ritardo e salta la sessione e si è costretti a ripagare le tasse dell’intero anno accademico.


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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor per studenti lavoratori di Psicologia e TFA. Scrivimi a tutor@110elode.net per aiuto tesi.