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Lo psicologo lavora utilizzando diversi strumenti. E le teorie sono strumenti, non sono fuffa 😉


Le teorie che si studiano in Psicologia, sia durante il corso di laurea che per l’Esame di Stato, non sono robe astratte e nozionistiche inutili e autoreferenziali.

Le teorie sono lenti importanti per osservare la realtà, con un occhio scientifico e non ingenuo.

Spesso chi si laurea o si abilita, dice che è pieno di teorie e non ha pratica, non sa fare niente, però non è vero, nel senso che le teorie sono strumenti pratici di lavoro.

Lewin diceva che “non c’è niente di più pratico di una buona teoria”.

La prima prova, dal punto di vista ministeriale (DPR 328/00), richiede non tanto di dimostrare quello che uno sa, ma cosa fa con quello che sa.

Uno sa la teoria tripartita della memoria di Atkinson. Ok, e cosa ci fa?

Nella prima prova può specificarlo: se ne serve per comprendere un problema e impostare un intervento per affrontarlo (non direi “risolverlo” perché è un verbo troppo perentorio e può essere contestato).

Se non avessimo le teorie, andremmo a tentoni. Nel comprendere un problema, saremmo condizionati da esperienze e opinioni personali. Nell’impostare gli interventi, non potremo misurarne l’efficacia, né stabilire le attività utili, andremmo a casaccio.

Le teorie sono quindi pratiche. Anche il codice deontologico degli psicologi parla di “strumenti teorici”.

Ci sono alcuni counselor e coach che si vantano che i loro corsi di formazione sono totalmente pratici e non teorici.

E’ come se si vantassero di imparare a usare il bisturi, ma senza 6 anni di medicina alle spalle, tanto sono tutte teorie…ma il bisturi in mano a chi non ha le teorie, non lo trasforma in medico, rischia di trasformarlo in macellaio.

C’è da essere orgogliosi per la nostra lunga formazione teorica, perché è un tutela per i clienti, garantisce loro che stiamo operando secondo logica e secondo scienza, non alla cieca.

Questo non vuole dire che la scienza sia infallibile (solo il Papa, per definizione, è infallibile), ma già è qualcosa, se si evitano i giudizi personali.


Questa concezione pratica delle teorie penso che aiuti anche nella preparazione dell’Esame di Stato di Psicologia, perché suggerisce di non soffermarsi tanto puntiglio nozionistico-ossessivo, ma sugli aspetti pratici.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net