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Quando studi per l’Esame di Stato di Psicologia, è utile dare precedenza a contenuti che si prestano a più argomenti.


Nei primi anni in cui seguivo gli studenti dell’Esame di Stato di Psicologia, parlavo di “jolly”, cioè argomenti o autori che si prestavano ad essere trattati in più tracce.

Era il 2005, e proponevo Bowlby come jolly. Quell’indicazione è stata seguita da interese generazioni di psiclogi, ma anche di tutor e di redattori di manuali di preparazione per l’Esame di Stato.

Finché non è diventata troppo inflazionata. Quindi raccomando di fare attenzione nell’uso di Bowlby: non siamo più nel 2005.

Sì, è vero che questo autore è molto versatile, ma fa in modo che non sia la tua prima scelta.

Puoi usarlo in situazioni di emergenza, se per una traccia non ti viene in mente niente oppure in quel momento ti emozioni, non ricordi niente e non riesci a organizzare collegamenti.

Ma ormai Bowlby e, in parte, anche Bandura, è diventato troppo banale.

I prof lo hanno letto e riletto, soprattutto nelle sedi grandi e storiche, mentre quelle piccole e nuove, ancora non c’è una grande saturazione.

Tuttavia, c’è sempre il rischio omologazione perché anche tanti altri citeranno questi autori, attingendo a vecchi materiali ormai abusati o a materiali nuovi, che però hanno attinto a vecchi kit ormai superati.


Oppure, puoi utilizzare Bowlby come arricchimento del compito, per fare un confronto, per aggiungere un altro riferimento. In questo modo lo sfrutti, ma con senso critico, come contorno, non come piatto principale.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net