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Lavorare come Psicologo nei Disturbi dell’Apprendimento: esperienze e suggerimenti


Tutor Disturbi dell’Apprendimento e insegnante: differenze

Questa estate ho ricevuto un’email da una studentessa che avevo incontrato all’Università Europea di Roma, dove avevo tenuto un corso di orientamento al lavoro, per aiutare i giovani prossimi alla laurea ad avviare un’attività in proprio.

Mi sono messa a piangere per la commozione: mi ha raccontato di una sua idea creativa, di come l’ha messa in pratica grazie alle nuove tecnologie e di come si stia sviluppando oltre ogni aspettativa.

Per me essere tutor è questo: vedere fiori sbocciare. Commuoversi nel vedere talenti che si esprimono, superano difficoltà e raggiungono obiettivi.

Prendere per mano una bambina in difficoltà, una ragazza piena di potenzialità o anche una signora che lavora e ha poco tempo per studiare e accompagnarle per un pezzo di strada.

Anche piccolo, quel tanto che basta per rimuovere un ostacolo, per rendere l’apprendimento un po’ più pratico, per far brillare la luce che già c’è. Sempre con la massima discrezione.

E’ un ruolo diverso dal docente che sale in cattedra e che proclama verità assolute (in fondo, quanto sono ossessiva sulla flessibilità per l’esame di stato di psicologia? :P).

E’ un rapporto più individualizzato e meno freddo rispetto al professore, ma anche meno invischiato rispetto a un familiare. E’ un compito più meta-cognitivo, orientato al metodo, che al contenuto nozionistico.

1) Lavorare come Psicologo nei Disturbi dell’Apprendimento: il tutoring con i bambini

Insomma, il lavoro di tutor  ha tante declinazioni. Vediamone una, la più tenera: quella di tutor per bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Nel 2010 è stata promulgata la Legge 170, che dà diritto ai bambini con DSA ad apprendere con strumenti dispensativi e compensativi, indicati nel PDP – Piano Didattico Personalizzato.

Il bambino con DSA si trova stretto tra neuropsichiatra infantile, logopedista, insegnante e genitori.

Il tutor è la figura che lo aiuta dal punto di vista pratico ed emotivo insieme, che lo affianca di pomeriggio, che non si limita a “fargli fare i compiti”, come nei doposcuola, ma lo aiuta a diventare autonomo nell’apprendimento.

Non gli fa “ripetizioni”, non lavora solo sulle materie su cui è indietro, ma lo aiuta a potenziare l’attenzione, la memoria, la comprensione critica di quello che impara.

Non si sostituisce a lui nel “fare le mappe”. Non gli dà la canna da pesca, ma, come diceva un famoso proverbio cinese, gli insegna a pescare…con una canna da pesca specifica per lui.

2) Lavorare come Psicologo nei Disturbi dell’Apprendimento: il lavoro con insegnanti, genitori e bambini

Il lavoro “frontale” dello psicologo-tutor dei bambini però occupa mediamente 20 ore la settimana o anche meno. Lavorare come psicologo nei Disturbi dell’apprendimento significa organizzare la settimana più o meno così, a scacchiera, incastrando diverse attività, ad esempio:

  • due mattine si fanno consulenze alle scuole, per progetti di screening, di formazione ai docenti, di supervisione su specifiche situazioni problematiche o nella compilazione dei PDP.
  • due pomeriggi si seguono i bambini (ma spesso anche adolescenti o adulti!) con difficoltà o disturbi dell’apprendimento
  • due sere si fanno incontri di sensibilizzazione per genitori, in una ludoteca, con una collega educatrice che fa animazione ai bambini nella sala accanto, quella con le piscine di palline e gli scivoli di gomma.
  • un pomeriggio è riservato a un’associazione, di cui si gestisce uno sportello d’ascolto sui DSA.
  •  il weekend si fanno docenze in centri di formazione, dopo aver proposto un modulo aggiuntivo sui DSA, se non lo avevano in programma, oppure su qualche aspetto specifico o trasversale, se già prevedevano corsi sui DSA.

E poi si beve tanto caffè per tenersi svegli, cioccolata fondente per avere un surplus di serotonina, tè con le colleghe e le amiche per incoraggiarsi a vicenda.

3) Lavorare come Psicologo nei Disturbi dell’Apprendimento: il “backstage”

Ovviamente quello sopra è solo un esempio: alcuni psicologi si dedicano anche alla valutazione e alla stesura della relazione diagnostica, perché nelle loro regioni è riconosciuta dalle scuole, mentre in altre non è riconosciuta e quindi si dedicano di più ad altre attività come il tutoring.

Tutti però, oltre alle ore frontali, lavorano per tante, tante ore “dietro le quinte”, ad esempio così:

  • due pomeriggi servono a sviluppare il blog, scrivere gli articoli, rispondere alle e-mail, realizzare un e-book gratuito. Ci vuole tempo. Per questo articolo, ad esempio, sono servite quasi 3 ore.
  • due sere a inventare nuove servizi, pensando ad attività da proporre, facendo brainstorming e usando tutta la creatività per rinnovarsi.
  • tante ore di aggiornamento, seguendo seminari, leggendo i libri da GoogleBook, scaricando gli articoli dell’Airipa, familiarizzando con i software di sintesi vocale, di mind mapping o con gli altri strumenti da usare.
  • tante ore di progettazione, per preparare le slide di un corso, gli esercizi per il tutoring, le attività varie.
  • due mattine a studiare il territorio, per capire quali centri formativi ci sono, a chi proporre collaborazioni, progetti, moduli per un corso, partnership e preparare poi materiali, proposte, idee. Una su 10 verrà accolta.
  •  un giorno alla settimana su aspetti amministrativi e fiscali, tra tasse, fatture e cose antipatiche.

E poi sempre caffè per tenersi svegli, cioccolata fondente per avere un surplus di serotonina, tè con le colleghe e le amiche per incoraggiarsi a vicenda.

Nessuno però retribuisce queste  ore (e più) dietro le quinte, di preparazione, progettazione, proposte di collaborazioni e impegno pro-attivo per far conoscere un servizio.

Nessuno a volte sospetta quanto lavoro ci sia dietro una sola ora frontale.

Quanto impegno e quanti dubbi su se stessi e sul fatto di riuscire a farcela, di fare bene, di essere utile.

Quante umane imperfezioni ci saranno, sempre, inevitabilmente e nonostante tutto l’impegno.

E magari vedranno la pagliuzza, piuttosto che la montagna di lavoro fatto con impegno! Fa parte del lavoro in tutti gli ambiti della psicologia.

Videocorso per lavorare come psicologo nei Disturbi dell’Apprendimento

Ecco il primo videocorso dove ho fornito suggerimenti e strategie per psicologi per inserirsi nel settore dei DSA.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor per studenti lavoratori di Psicologia e TFA. Scrivimi a tutor@110elode.net per aiuto tesi.