Il sistema nervoso è una complessa struttura organica e funzionale, che elabora le informazioni provenienti dall’esterno e le trasforma in comportamenti.


Esso si divide in sue sotto-sistemi: il sistema nervoso centrale e periferico.

Il sistema nervoso centrale è costituito dall’encefalo e dal midollo spinale, che rappresentano, rispettivamente, l’elaboratore centrale e la via che conduce ad esso.

Il cervello dell’uomo riepiloga l’evoluzione della specie: in esso convivono, infatti, strutture recenti, come la corteccia cerebrale (o “neoencefalo”, cioè “cervello nuovo”), dove si svolgono processi di pensiero evoluti e razionali, caratteristici dell’Homo Sapiens-Sapiens, e nuclei arcaici e profondi (o “paleonecefalo”, cioè “cervello antico”), che costituiscono il “sistema libico” e controllano i comportamenti emotivi, istintuali e viscerali.

E’ per questo che il “cervello antico” viene spesso definito anche “cervello emotivo”. nello sviluppo, subisce trasformazioni grazie all’interazione con l’ambiente e alle sollecitazioni che riceve.

Si formano nuove connessioni tra i neuroni, muoiono i neuroni “inutili”, cioè quelli inadatti a rispondere all’ambiente, e si rafforzano quelli sollecitati dagli stimoli ambientali.

Sono dunque le esperienze che forniscono impulsi all’arborizzazione dei dendriti e alla creazione di nuove sinapsi, sono dunque le sollecitazioni esterne a pungolare i neuroni a moltiplicare le ramificazioni e intensificare la comunicazione tra di loro, creando proprio quei circuiti che servono ad adattarsi e a interagire con un determinando ambiente, predisponendo le risposte più appropriate.

L’ambiente non è inteso in senso letterale, come “natura”, ma in senso sociale, come contesto di vita, che richiede dei compiti.

Il cervello risponde prontamente, concentrandosi nel formare circuiti più rispondenti a specifiche richieste.

L’esperienza incide sulla struttura anatomica del cervello: anche l’ attività di studio stimola la creazione di sinapsi e rende efficiente il cervello, più complessa la sua architettura, arricchendola di reticoli nuovi e complessi, rispetto all’infanzia in cui i circuiti erano meno numerosi, più semplici e chiusi e coinvolgevano meno neuroni.

Questo si traduce in più possibilità di scelta, maggiore complessità nel ragionamento e nell’interpretazione della realtà,  più sensibilità nel coglierne le sfumature.

In ciò risiede anche la plasticità del cervello, cioè l’adattamento all’ambiente, che avviene neurologicamente mediante l’aggiornamento e la creazione di sempre più numerose connessioni sinaptiche.

Il cervello, nel tempo, si trasforma dunque in senso qualitativo, diventando sempre più efficiente e adattabile, poiché non vi è un limite al numero di sinapsi che è possibile creare.

Con il tempo e l’interazione con l’ambiente, dunque, il cervello, che alla nascita è una massa relativamente omogenea, si differenzia sempre di più.

 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net