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C’è una differenza netta tra queste due modalità di osservazione? Ecco alcune indicazioni utili per prima e seconda prova dell’Esame di Stato di Psicologia.


Forse alcuni manuali, per semplificazione didattica, tendono a stabilire differenze nette tra le varie tipologie di osservazione, ma nella realtà tutto è più sfumato.

Non è detto che l’osservazione partecipante sia integrata nel contesto e quella non partecipante non sia integrata nel contesto.

Ad esempio, in un gruppo facebook, mettiamo che ci sono 100 persone. Di queste, il 10% interviene abitualmente in tutte le conversazioni.  Gli altri sono iscritti e leggono, assimilano quello che gli serve, ma non intervengono mai. per questo vengono chiamati “lurker” (dall’inglese to lurk, stare in agguato)

I lurket si possono considerare partecipanti o non partecipanti?

La questione diventa molto sfumata e filosofica, quindi occorre andare oltre le bipartizioni troppo rigide.

Oppure, penso a quando facciamo tirocinio: siamo osservatori NON partecipanti, perché i colloqui sono condotti dal tutor.

Noi non facciamo domande al paziente, non gli rispondiamo, ecc.

Con il paziente interagisce solo il tutor, ma stiamo in quella stessa stanza, facciamo parte di quel setting. 

Entriamo nel campo mentale e fisico del paziente, anche non facendo nulla con lui. Quindi siamo partecipanti o non partecipanti?

Oppure: ci sono studi etnografici dove l’osservatore è partecipante, perché deve studiare una funzione religiosa di una tribù o qualche pratica tribale.

Allora va lì, nella “chiesa”, nel campo, nel luogo dove quelli svolgono la funzione.

E i membri della tribù lo vedono, lo sanno chi è, è integrato in quel contesto, magari per rispetto si veste coi loro abiti, ma non interviene e non interagisce con loro.

Quindi è NON partecipante, ma nello stesso tempo E’ partecipante, perché è integrato in quel gruppo, .

Oppure: mi è capitato una volta di seguire una messa della religione “cristiano-ortodossa” in lingua russa.

Ero osservatore non partecipante, ma integrata tra loro. Se tutti si alzavano dalla sedia, mi alzavo (per rispetto, senza però capire perché e senza capire una parola). Quindi ero anche partecipante.

A un certo punto si sono tutti messi in fila e hanno fatto un giro in una zona della navata. Idem l’ho fatto, al momento di inginocchiarsi, pure. Del tutto meccanicamente, per puro rispetto e integrazione in quella Gestalt. Ero partecipante o non partecipante?


In sede di esame, è opportuno dimostrare consapevolezza della complessità della realtà e delle sfumature dei metodi, eventualmente con esempi in cui possa emergere questa consapevolezza, per andare oltre le semplificazioni, banalizzazioni e rigidità manualistiche.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net