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Domanda: “quando faccio il commento psicoterapeutico (ho preparato quello di tipo cognitivo-comportamentale) mi esce fuori una sorta di commento che però assomiglia di più ad una ipotesi di intervento. Ad esempio: il modello cognitivo-comportamentale serve per modificare il pensiero da disfunzionale a funzionale ecc. Ecco, questo non sembra più un intervento? È corretto comunque inserirlo nell’ipotesi diagnostica?”


Potrebbe non bastare. Va cmq arricchito dai dati della traccia. Ad esempio, il modello cognitivo-comportamentale valuta i pensieri, per comprendere se siano disfunzionali. Si può scrivere che nel caso della signora M. (cioè della protagonista di una traccia di caso clinico), si rilevano frequenti pensieri riferiti a questo a quell’altro, che potrebbero risultare disfunzionali in quanto impediscono alla signora di svolgere efficacemente le sue attività quotidiane, distogliendola continuamente.

Inoltre, questo modello valuta anche i comportamenti e i processi complessi, come quelli di coping e gestione dello stress, regolazione delle emozioni, decision-making problem-solving, comunicazione, relazione interpersonale.

Nel caso della signora M., sembra che non stia attuando strategie di coping efficaci, poiché preferisce evitare le situazioni che la intimoriscono, piuttosto che affrontarle, a meno che non sia presente suo marito, ma questo potrebbe risultare inefficace, alimentando la sua dipendenza piuttosto che l’autoefficacia.

Inoltre, quando si arrabbia, tende a reagire impulsivamente, non riuscendo a regolare le sue emozioni, dunque anche questo deficit di riflessione e controllo del comportamento è un aspetto disfunzionale che può essere approfondito entro questa ottica e affrontato.

In sintesi: è opportuno intervallare le caratteristiche del modello (che sono sempre le stesse) con i dati della traccia che si possono riferire alle dimensioni di pensiero e di comportamento analizzate dal modello.

È bene riportare pensieri e comportamenti disfunzionali e se nella traccia non ci sono puoi scrivere che quel modello valuta i pensieri disfunzionali (troppo ricorrenti, rigidi, catastrofici, oppure troppo vaghi e confusi), ma nel resoconto non sono presenti, quindi saranno oggetto di approfondimento.

Oppure riporta i comportamenti sono efficaci: come reagisce alle difficoltà, se regola le emozioni, se controlla il comportamento, se ha un’alta o bassa autoefficacia, se comunica e si relaziona efficacemente con altri.

Altrimenti sembra che hai preso il precotto e lo hai incollato…il che può andare bene bene, SE poi quel precotto viene infarcito di dati della traccia e quindi si vede che è servito solo da guida per rintracciare dati e applicare le categorie del modello a quei dati.


Ps: è sempre bene ribadire che i commenti di “terzo tipo” (con approcci psicoterapeutici) vanno fatti solo se esplicitamente richiesti e solo alla fine, dopo quelli psichiatrici e psicologici…altrimenti commissari puristi potrebbero risentirsi, dicendo che il candidato confonde psicologo e psicoterapeuta.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net