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Come lavorare e, contemporaneamente, studiare per l’Esame di Stato di Psicologia.


Se somigli al 99% degli studenti che seguo, sei in una situazione del genere: sei un adulto, lavori, hai poco tempo per studiare. Magari ti sei laureato tanti anni fa e ti senti arrugginito.

Ti sei informato su come preparare l’Esame di Stato, ma ti hanno spaventato le voci sulla difficoltà di questo esame e la mole di materiali che, secondo queste voci, occorrerebbe memorizzare.

Effettivamente ti sei accorto che c’è tanta scelta, tra corsi di preparazione all’Esame di Stato, riassunti, libri e tutor.

Ormai tutti preparano all’Esame di Stato.

Per questo non sei ancora convinto e ti senti disorientato e non hai tempo da sprecare.

Per questo, ho predisposto il kit, che non è un pacchetto di dispense, ma un sistema di apprendimento per ottimizzare tempi e metodi per la preparazione dell’esame, superando la tendenza ossessiva a memorizzare nozioni e trasformando la preparazione in un percorso di crescita personale e professionale.

Lo studente lavoratore spesso nota soprattutto gli aspetti negativi della sua situazione: ha meno tempo, ha meno energie perché le spende nel lavoro e nella gestione di casa, famiglia e figli.

Lo studente adulto ha meno dimistichezza con lo studio, perché ha finito la scuola da molti anni, è arrugginito e “non ricorda più come si studia”, ecc.

Magari, se ha un’età “avanzata”, si sente “spaesato” in un’aula affollata di giovanissimi con lo zainetto, che parlano di dove andare il sabato sera e sembrano divertirsi a fare il verso del prof, mentre il lavoratore deve pensare al mutuo, ai figli, al lavoro.

Tuttavia, ci sono altrettanti aspetti  positivi nella condizione di studenti lavoratori e magari over 30.

Si hanno più esperienze di vita, quindi più materiale a cui ancorare le  nozioni da apprendere, che sembreranno meno astratte e spesso verranno memorizzate più facilmente e velocemente.

Si ha un approccio più pragmatico allo studio,  che rende lo studente-lavoratore o lo studente “maturo” più abile nel riconoscere i concetti di maggiore applicabilità  e utilità e isolarli dalla marea di concetti riempitivi contenuti nei testi.

Una matricola fresca di diploma non è sempre capace di fare questa distinzione, si perde facilmente nel testo e tende a “bere tutto” e a porsi in modo più passivo rispetto alle materie di studio.

Il lavoratore e lo studente maturo si approcciano ai libri di testo con concretezza e criticità.


Quella concretezza acquisita con il lavoro e con le esperienze di vita, che aiuta a distillare i testi,  traendone il contenuto utile dalla marea di chiacchiere in cui viene spesso annegato.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net