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Come utilizzare in modo critico e creativo i manuali e i materiali per l’Esame di Stato di Psicologia


Il kit 110eLode per l’Esame di Stato di Psicologia è composto da manuali ordinabili su Amazon, ma anche da materiali integrativi, che carico su un’area riservata, dove accedono gli studenti che hanno acquistato i manuali. 

Questo perché è importante studiare in modo creativo i manuali, piuttosto che in modo mnemonico, per fare compiti originali e non omologati. 

Ad esempio, scrivere il tema della prima prova non significa riversare nel compito temi “precotti” svolti da altri, ma assemblare pezzi presi anche da più temi e da più fonti .

Così da costruire un compito che risponda esattamente alla traccia e non alla scaletta che uno ha in mente e che ha seguito per organizzare lo studio.

Anzi, mentre ci si prepara, è opportuno alternare la memorizzazione di contenuti con l’esercitazione su varie tracce, di varie sedi.

Quindi, è ormai necessario studiare maneggiando singoli pezzi, piuttosto che temi o progetti svolti, da riproporre così come si trovano in libri, manuali, riassunti dell’amico, ecc. 

Allo stesso modo può non rivelarsi utile memorizzare migliaia di temi già svolti su mille e più argomenti, se poi non ci si è allenati a isolare i pezzi e adattarli alla traccia, esercitandosi nella cucitura di porzioni derivanti da più temi.

Lo svolgimento dei compiti d’esame richiama quindi l’ “effetto Ikea”. Per capirlo meglio, occorre riflettere sui cambiamenti nel modo di insegnare e di apprendere.

Come si studia oggi, dopo il passaggio dall’apprendimento comportamentista a quello costruttivista 

Nei vecchi modelli comportamentisti, l’insegnante è depositario del sapere, lo trasferisce allo studente, che dovrà compiere un’operazione passiva: assimilarlo.

Quindi i processi cognitivi sollecitati sono soprattutto quelli mnemonici e meccanici.

Questo modello andava bene in un’epoca in cui il sapere scarseggiava, pochi potevano acquisirlo, soprattutto a livello specialistico. Infatti solo un’élite di privilegiati e ricchi poteva andare all’università.

Era difficile reperire conoscenze ed era importante memorizzarle, altrimenti sarebbero andate perse.

La trasmissione della conoscenza era quindi il processo più prezioso e importante in ambito scolastico e lavorativo.

Negli attuali modelli costruttivisti, l’insegnante è un facilitatore. Questo non significa semplificare le cose, illudendo che non siano complesse, ma piuttosto evitare di porre lo studente in una condizione di mera ricezione di materiali pre-esistenti.

L’insegnante fornisce invece i pezzi, che lui provvederà ad assemblare, come succede con i mobili Ikea.

Come prepararsi sfruttando l’effetto Ikea

Ikea fornisce i pezzi da montare, perché se fornisse la sedia già pronta, il rapporto che si creerebbe con quell’oggetto, sarebbe emotivamente più povero e meno gratificante per l’acquirente.

Lo stesso effetto viene applicato con il gioco dei Lego, dove il bambino è l’artefice della costruzione.

Gli vengono dati solo i mattoncini di varie dimensioni e lui provvederà a incastrarli, realizzando qualcosa di unico e personale, anche se quegli stessi mattoncini sono condivisi da tutti.

Si sente attivo e darà valore a quello che ha realizzato e così aumenterà la sua autonomia e autoefficacia.

Oppure, viene applicato quando al supermercato si trovano dei “preparati” per torte, muffin, ecc., ma “incompleti”.

La casalinga di Voghera dovrà comunque aggiungere qualche ingrediente fresco, ad esempio le uova, la panna per decorare, le scaglie di cioccolato per personalizzare.

Così da permetterle di metterci del suo e avere margini di manovra, senza imporle il prodotto già “fatto e finito”.

Tra l’altro la stessa panna viene venduta spesso “da montare”. Quindi richiede un’operazione che consente alla persona di essere attiva e personalizzare il risultato (chi la preferisce più spumosa, chi più liquida, ecc).

Il tuo compito dovrà essere il tuo: anche se hai studiato dagli stessi manuali dei tuoi amici, ad esempio dal kit specifico 110eLode, ciascuno attinge a modo suo, estrapola porzioni e le rielabora, cucendole in modo originale. 

Quali operazioni compiere sui materiali per l’Esame di Stato di Psicologia

Questi principi alla base della preparazione e dell’apprendimento sono alla base delle teorie costruttiviste,  adatte in un’epoca in cui le informazioni sovrabbondano su qualsiasi argomento, anche specialistico (il cosiddetto fenomeno dell’information overload).

La bravura dell’insegnante quindi non sta nel trasmetterle, anche perché con tutto questo sapere disponibile, si può essere portati a pensare che sia sufficiente attingere alle molteplici fonti del sapere e trasmettere i contenuti per insegnare qualcosa.

Allo stesso modo, per preparare l’esame non basta assimilare contenuti e riproporli nel tema, ma occorre compiere operazioni diverse, di selezione, assemblaggio e ragionamento.

L’innata pigrizia del pensiero e dell’azione dell’uomo, evidenziata dalla psicologa Rosch, farebbero propendere verso prodotti già finiti, pronti da incamerare.

In realtà si è visto che, anche se apparentemente il prodotto “fatto” sembra velocizzare il tutto e far risparmiare fatica, in realtà si perde tempo e ci si affatica lo stesso.

Infatti, visto che l’operazione effettuata è passiva e meccanica, si farà molto sforzo per trattenere in memoria quel contenuto.

Cosa evitare mentre si preparano le prove d’esame

La ricerca di temi svolti, progetti svolti, casi svolti, è insaziabile, ma questi strumenti non risolvono assolutamente il problema della preparazione, anzi rischiano di peggiorarlo.

Per prepararsi non servono temi svolti, piuttosto serve sviluppare la capacità di adattare, assemblare e riassemblare singole porzioni di contenuto, in base alle diverse scalette.

L’effetto Ikea, anche se il nome che gli hanno dato è creativo (meno male!), è riportato in ricerche scientifiche recenti reperibili sugli archivi scientifici.


L’effetto Ikea è importante anche per il lavoro dello psicologo, perché anche lui dovrà favorire l’effetto Ikea nei suoi pazienti/clienti, senza dargli soluzioni precotte, perché questa direttività suscita o compiacenza o ribellione (in entrambe i casi, non fa bene a nessuno!). Lo psicologo, invece, fornisce strumenti e sollecita autonomia, autoefficacia e ragionamento.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net