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Se scegli i fare un progetto basato sulla Psicologia di comunità, ecco riferimenti e due strumenti


La Psicologia di Comunità

La psicologia di comunità è una branca della psicologia che si focalizza sullo studio e l’intervento all’interno delle comunità, piuttosto che a livello individuale. Si basa sulla comprensione dei contesti sociali e culturali in cui le persone vivono e interagiscono, al fine di promuovere il benessere, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva della comunità stessa. Gli obiettivi principali della psicologia di comunità includono la prevenzione e la risoluzione di problemi sociali, la promozione dell’empowerment delle persone e l’incremento della coesione sociale.

Autori e Fondamenti Teorici

Nel campo della psicologia di comunità, diversi autori hanno contribuito allo sviluppo di modelli e strumenti di analisi. Tra gli autori rilevanti, in Italia, spiccano Donata Francescato e Guido Ghirelli, Roberto Martini ed Elvio Sequi. Questi studiosi hanno proposto approcci teorici e metodologici per comprendere e intervenire nelle dinamiche di gruppo e comunità, basandosi su fondamenti teorici che enfatizzano l’importanza delle reti sociali, delle risorse comunitarie e della partecipazione attiva nella promozione del cambiamento sociale positivo.

Metodologie in Psicologia di Comunità

La psicologia di comunità si avvale di diverse metodologie di ricerca e di intervento per analizzare le dinamiche comunitarie e favorire il coinvolgimento attivo dei membri della comunità stessa. Queste metodologie comprendono l’osservazione partecipante, i questionari di valutazione, le interviste qualitative, i focus group e le analisi di rete sociale.

Utilizzi in un Progetto di Psicologia

La psicologia di comunità può essere applicata per sviluppare interventi di prevenzione e promozione della salute mentale nella comunità, per favorire la partecipazione attiva dei cittadini nelle decisioni riguardanti la comunità stessa, per affrontare e ridurre il disagio sociale e per favorire l’integrazione di gruppi svantaggiati. Inoltre, la psicologia di comunità può svolgere un ruolo cruciale nella promozione dell’empowerment delle persone, nella creazione di programmi di supporto sociale e nell’identificazione e sviluppo delle risorse comunitarie. La sua natura partecipativa e orientata al cambiamento sociale positivo la rende uno strumento prezioso per la costruzione di comunità resilienti e inclusive.

Due strumenti importanti

I seguenti due strumenti

servono a delineare il profilo di comunità, per mappare e valorizzare le risorse del territorio e valorizzarle.

Ora saranno descritti entrambi: scegline uno a cui fare riferimento.

Non devi per forza impararlo a memoria in modo meccanico, puoi anche riassumerlo, ma scegline comunque uno tra questi due, da focalizzare e descrivere come strumento specifico di questa fase.

Entrambi nello stesso progetto sarebbero un doppione.

L’Analisi Organizzativa Multidimensionale

L’AOM della Francescato è la sigla di Analisi Organizzativa Multidimensionale, un piano per individuare e valutare diversi aspetti della comunità:

  • strategico-strutturale, concernente l’organigramma, i regolamenti, le modalità amministrative, economiche e giuridiche che la caratterizzano;
  • funzionale, concernente le attività e gli obiettivi strategici;
  • psicodinamica, che riguarda la cultura organizzativa, le collusioni, le simbolizzazioni emozionali condivise, le relazioni di potere tra membri, che spesso stipulano patti psicologici oltre a quelli giuridici;
  • dimensione psico-ambientale, riferita alle relazioni tra membri.

Una volta compiuta questa analisi, servendosi anche di test specifici, osservazioni, interviste, sopralluoghi, simulazioni, si possono rilevare punti di forza e debolezza della comunità e del suo contesto.

L’analisi di Comunità di Martini e Sequi

L’analisi di Comunità di Martini e Sequi consiste nell’individuazione di 7 dimensioni o profili, che sono i seguenti.

  1. Profilo territoriale, che comprende tutti i dati relativi al territorio: estensione, conformazione fisica, clima, risorse naturali, zone verdi o paesaggistiche, ecc;
  2. Profilo demografico, che riguarda il numero di abitanti, diversi per fasce di età, sesso, scolarizzazione, incremento/ decremento della popolazione, flussi migratori e mobilità;
  3. Profilo delle attività produttive, che valuta la presenza e lo sviluppo di attività primarie, secondarie e terziarie;
  4. Profilo dei servizi, che esamina servizi socio-sanitari, socio-educativi, sportivi, ricreativo-culturali, pubblici e privati;
  5. Profilo delle istituzioni, che riguarda l’organizzazione politico-amministrativa, i riferimenti ideologici, la presenza di particolari istituzioni;
  6. Profilo antropologico, che ricostruisce la storia della comunità, i suoi valori, gli atteggiamenti sociali, in grado di coesione;
  7. Profilo psicologico, che analizza le dinamiche psicologiche e affettive, il senso di appartenenza e di identificazione collettiva, il grado di apertura/chiusura dei sottogruppi, il loro livello di partecipazione e di collaborazione nelle attività del territorio.

Una volta ottenuti e discussi questi dati con gli appartenenti alla comunità, si può procedere a delineare l’ottavo profilo della comunità e del suo territorio, che è il profilo futuro, quello che si prospetta, in base alla situazione di partenza. Questo profilo, dunque, traccia le direttrici di sviluppo della comunità.

In questa fase puoi affiancare allo psicologo anche un sociologo e coinvolgere i rappresentati della comunità e delle organizzazioni territoriali.

Attività post-mappatura

Dopo aver completato questa prima fase di mappatura del territorio e delle sue risorse, con uno di questi due strumenti, si procederà con le altre fasi e attività del progetto.

Ad esempio, una può essere la fase di empowerment, attraverso gruppi di discussioni e metodi attivi per sviluppare abilità sociali e comunicative.

Questa fase è analoga alla fase pratica della psicoeducazione e puoi quindi riutilizzare gli stessi contenuti per descriverla.

Poi può esserci l’attivazione delle reti, mettendo in collegamento le istituzioni, le associazioni, il terzo settore, i gruppi informali, per rafforzare il reciproco sostegno. In questa fase puoi affiancare allo psicologo anche l’assistente sociale.

Oltre a Presentazione e Conclusione del progetto in psicologia.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor per studenti lavoratori di Psicologia e TFA. Scrivimi a tutor@110elode.net per aiuto tesi.