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Esiste una “ricetta” infallibile da seguire per superare l’Esame di Stato?


Iniziando a prepararsi per le prove, è naturale andare a informarsi su siti, forum, social network e gruppi per cercare di capire quali sono le regole ricorrenti all’Esame di Stato.

Il cervello è naturalmente predisposto a cogliere regolarità, quindi viene anche naturale.

E in giro per la rete, purtroppo o per fortuna, ci sono discussioni e racconti su tutto, spesso anche ansiogeni, a volte addirittura “terroristici”.

C’è la ragazza che è stata bocciata perché ha scritto bianco, ma secondo il prof doveva scrivere nero.

E quella che è stata bocciata perché ha scritto nero, avendo letto la testimonianza dell’altra, ma secondo il prof doveva scrivere bianco.

Per quanto siano dettagliati i quadri descritti, in ogni caso non sono mai generalizzabili, perché il ragionamento induttivo è fallace, come dicono gli psicologi del pensiero.

Esempio: il budget nel progetto

Ci sono moltissime discussioni in rete sulla specificazione o meno dei budget del progetto.

C’è il caso della ragazza bocciata perché ha messo un budget “troppo preciso” secondo la commissione, quando “non può certo sapere cosa verrà a costare nel dettaglio”.

D’altra parte, non specificarlo e non entrare nel dettaglio potrebbe esporla al rischio opposto: quello di essere troppo vaga, non fornendo spiegazioni dettagliate.

A questo punto, cosa si può fare per non sbagliare?

Scrivere che il budget verrà calcolato in base alle tariffe richieste dai professionisti coinvolti? Scriverlo nel dettaglio? Star sul vago? Come se ne esce?

Non generalizzare

La varietà dei casi raccontati e condivisi in rete è una preziosa risorsa, ma non per generalizzare (“faccio come ha fatto mia cugina che l’anno scorso ha fatto X ed è stata promossa”).

Piuttosto, può essere utile per constatare appunto l’enorme varietà, imprevedibilità e mutevolezza dei criteri di valutazione dei commissari.

E di conseguenza, emerge la necessità di essere prudenti al massimo, perché nessuno sa se il prof che corregge il tuo compito, ragiona come il prof che ha corretto il compito dell’amica.

Nessuno sta nella testa del commissario e nessuno può prevedere cosa pensa e come valuta il tuo compito.

Capiterà di nuovo, anche di fronte al paziente, al gruppo, all’azienda e a chiunque sarà il destinatario delle tue attività.

Non si saprà mai con quali criteri ti valuterà.

Nel dubbio, conviene anticipare le obiezioni, motivare ogni scelta, essere prudenti, e anche essere prudenti e poi, non so se lo avevo già detto, è importante…essere prudenti!

Attenzione alle “regole assolute”

Quelle che vengono “insegnate” come regole nei vari corsi per l’Esame di Stato di Psicologia, colludendo con il bisogno di sicurezza degli studenti, non sono regole assolute.

Quelle che vengono desunte dalle “esperienze del cugino che ha fatto l’Esame di Stato di Psicologia nella scorsa sessione”, non sono regole affidabili e potrebbero non valere più nella sessione successiva, perché i prof nel frattempo si sono assuefatti.

L’Esame di Stato di Psicologia non è un esame di matematica.

Magari! la matematica sarà complicata, ma almeno ci sono regole sicure da applicare. Si prende l’algoritmo giusto e via :). 

Purtroppo, in questo esame non ci sono regole assolute, così come nella professione di psicologo. Quindi è controproducente cercarle o credere a chi le dispensa.

Tutto sta nel riuscire a gestire la complessità e l’incertezza, tipica anche della professione di psicologo.


L’unica “regola” da seguire, se così si può definire, è quella della prudenza. E non ci vuole un guru in cattedra per dirlo 😉

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