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Molti studenti cercano su Google questa frase: anche tu? 


Scrivere la tesi di notte può essere una scelta organizzativa, dovuta al fatto che di giorno non si ha tempo.

Soprattutto quando si è studenti adulti, lavoratori o con diversi impegni che occupano tutto il giorno, la notte è l’unico momento che si può dedicare alla tesi.

Questa scelta però rischia di provocare un burn-out, cioè una situazione di stress cognitivo e di sovraccarico che poi disturba l’umore e penalizza la qualità del lavoro.

Ci sono però anche studenti che “rendono” di più di notte, perché è un momento tranquillo, in cui nessuno ci disturba, ci chiama o richiede il nostro intervento.

Quindi si può scrivere in pace la propria tesi, beneficiando del massimo della concentrazione.

In questo caso però si può prevenire lo stress diurno, lavorando sui propri confini ed “educando” gli altri a rispettarli, a non chiamare in continuazione e a non interrompere con continue notifiche. 

Scrivere la tesi di notte fa pensare anche a una difesa estrema dal rifiuto e dal disagio che si prova verso la tesi e verso ciò che rappresenta, cioè la fine di un ciclo di vita, spesso positivo e in qualche misura spensierato, prima di entrare nel mondo degli adulti e delle responsabilità. 

Si può cercare di stringere i denti, forzarsi a scrivere la tesi, di notte, come a volerla scrivere trattenendo il respiro chiudendo per sopportare meglio il fastidio.

Si tratta di una forma di dissociazione, per affrontare l’angoscia di questo compito, ma trovando cmq la forza di portarlo a termine.

Così però la scrittura della tesi rischia di trasformarsi in un incubo. 


Ci possono essere tanti motivi alla base di questa frase. Ci può essere anche la mancanza di voglia di scrivere la tesi oppure l’ansia da tesi, come ho scritto qui.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net