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La seconda prova è, generalmente, un progetto (ma non sempre!). Ecco un’introduzione


Saper impostare un progetto significa saper lavorare in modo ordinato, logico, coerente. Questo è anche ciò che richiede la professione di psicologo, che si basa su teorie scientifiche, utilizzando metodi validati empiricamente, misurando i risultati ottenuti.

Il progetto, quindi, è espressione di una “forma mentis” che dimostra come lo psicologo non lavori in modo caotico e impulsivo, ma in modo scientifico e flessibile. 

Il progetto è costituito da una scaletta di paragrafi da sviluppare. Questi paragrafi possono riguardare riferimenti teorici e metodologici utili a prevenire un disagio, affrontare un problema, promuovere il benessere.

La scaletta dei paragrafi può variare in base alla commissione.

Un esempio di scaletta è questo:

Il candidato elabori un progetto di intervento su committenza di un ipotetico ente (ASL, Ente Locale, Scuola, Azienda) focalizzato sulla problematica delle dipendenze in uno dei seguenti ambiti: sociale, organizzativo, clinico, dello sviluppo, di ricerca di base.
Si richiede di elaborare il progetto secondo il seguente schema:
1. Definizione della problematica in oggetto
2. Popolazione destinataria e contesto nel quale viene effettuato il progetto
3. Obiettivi, ipotesi e modello teorico di riferimento
4. Metodologia, strumenti utilizzati, modalità e fasi del progetto
5. Metodi per la verifica dell’efficacia dell’intervento proposto

Un altro esempio di scaletta è questo:

1. analisi della domanda: definizione del problema con la committenza e obiettivi d’intervento
2. identificazione dei soggetti destinatari dell’intervento e modalità del loro coinvolgimento
3. modello/i teorico/i di riferimento
4. metodologia e strumenti utilizzati per l’intervento e per la verifica della sua efficacia
5. modalità e tempi di erogazione dell’intervento (inclusa la verifica)

Quindi, anche se cambiano alcune richieste oppure l’ordine in cui sono elencate oppure le parole con cui sono denominate, sostanzialmente si tratta di richieste analoghe.

Quindi è opportuno abituarsi a più scalette, avendo presenti le richieste più frequenti, che nel kit ho chiamato “paragrafi principali”, e quelle meno frequenti, che ho chiamato “paragrafi secondari”.


Nel kit ho distinto paragrafi principali e secondari del progetto, così puoi svolgere qualsiasi richiesta, se studi flessibilmente

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