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All’università (ma spesso anche prima!), con tanti esami da preparare in poco tempo, ci si inizia a porre seriamente il problema del metodo di studio.

Quindi, il problema di “come” studiare, a prescindere dal “cosa”. Cosa bisogna fare davanti al libro? Quale strategie servono per sottolineare, riassumere, memorizzare?

C’è un fiorente mercato di corsi e libri che vogliono “vendere” le soluzioni magiche, il metodo super-efficace, la “svolta” definitiva. Iniziamo a riflettere criticamente sulla questione del metodo.

Infatti, il metodo non consiste in una serie di operazioni prestabilite, da applicare meccanicamente, a tutte le materie.

Ogni materia e modalità d’esame è diversa, quindi più che avere UN metodo, occorre avere PIU’ metodi, così da scegliere quale applicare di volta in volta, quali operazioni fare o non fare, come è meglio approcciarsi a quella materia, che sarà valutata da quel prof, con quella modalità d’esame.

Non può esserci un unico metodo standard per tutto. Anzi, avere UN solo metodo, espone al rischio di essere rigidi, di studiare in modo meccanico, quindi lento e pesante.

Oltre a sperimentare più metodi e tecniche, è importante infatti anche la flessibilità, cioè saper adattare di volta in volta il metodo e combinare varie operazioni. NON fare sempre la stessa cosa, sennò la mente si deteriora.

E in ogni caso, non aspettare di avere il metodo infallibile prima di iniziare a studiare. Non aspettare che qualcuno ti riveli segreti, non aspettare di finire il libro.

Siediti, apri il libro e fai qualcosa, ma inizia. Non avere metodo non è un alibi per rinviare lo studio. Inizia subito a studiare, qualunque sia il tuo metodo o non metodo. E i metodi verranno e cambieranno con te negli anni.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net