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Vediamo quali sono le basi teoriche, le tecniche e le pratiche da adattare quando vuoi inserire teorie jolly nella prima prova. 


All’Esame di Stato, più che i contenuti ossessivi, conterà la flessibilità nell’assemblare pezzi per costruire uno svolgimento rispondente alla traccia.

Ok, per finezza chiamiamola “metacognizione”, ma quello è ;).

Non c’è costrutto così rigido da dover essere ricondotto ad un’unica specifica teoria o autore, altrimenti non saremmo in psicologia, ma in ingegneria.

È importante sviluppare la dialettica, cioè saper adattare, accorpare, cucire pezzi, integrarli tra loro, riorganizzare, insomma, “costruire” un tema, piuttosto che riversare temi già prefabbricati e rigidi.

Questo è sempre più importante perché tracce e contenuti sono sempre più imprevedibili.

Anche quando sono banali (memoria, apprendimento, ecc.), sono insidiosi perché bisogna fare molti ragionamenti ed esempi pratici per non rischiare l’omologazione.

Creare il “frame”

È vero che ci sono teorie jolly, come quella di Bowlby e di Bandura, che si prestano per diverse tracce, ma non basta memorizzarle e riproporle così come sono, in modo mnemonico e meccanico.

Occorre prima creare il frame (la cornice) entro cui inserirle.

Come si può fare il framing? Si può fare all’inizio del tema e poi riprendere alla fine, strutturando il tema come una gestalt coerente e completa.

All’inizio del tema, può essere utile prendere il termine-chiave della traccia, introdurre un ambito applicativo e un problema che si verifica in quell’ambito.

Esempio: lo stress

Si può dire che lo stress è un sovraccarico di sollecitazioni da parte dell’ambiente, che l’individuo incontra difficoltà ad affrontare.

Lo stress può essere provato da diversi individui, di diversa età, in diversi ambiti, come quello evolutivo.

Per un bambino, lo stress è costituito dalla separazione dal caregiver, un’esperienza che spesso il bambino non riesce a gestire, se non ha acquisito una base sicura.

Egli infatti reagisce a questo stress attivando il suo pattern di attaccamento, che quindi può configurarsi come una risorsa, se sicuro, o come ostacolo alla gestione dello stress dovuto alla separazione dal caregiver, se si tratta di pattern insicuro. A questo punto, si può procedere a esporre la teoria dell’attaccamento.

Indicare un intervento

Questo era solo un esempio, da riprendere alla fine del tema, indicando un intervento per migliorare la relazione di attaccamento, affinché le madri riescano a dare una base sicura, che aiuti i figli a gestire lo stress delle separazioni, delle esperienze di distacco e di perdita, anche da adulti.

Non conviene utilizzare le teorie jolly senza aver fatto il framing.

All’inizio è difficile farlo, poiché tutte le cose, prima di diventare facili, sono difficili, anzi sembrano impossibili. Dopo varie esercitazioni, inizia a diventare un’operazione quasi automatica.


Il framing sarà utile anche nella professione, soprattutto clinica, che consiste anche nel supportare la persona a fare un reframing del suo problema, a ricontestualizzarlo in una diversa cornice.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net