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La parte applicativa del tema è importante. Questo è un esame di abilitazione, quindi occorre dimostrare di saper fare, oltre che di sapere. Cosa scrivere nella parte applicativa?


Si può riportare un progetto, in sintesi e in modo discorsivo, ricavato dalla teoria esposta. Ciò aiuta a studiare contemporaneamente prima e seconda prova, che in alcune sedi sono ravvicinate.

E anche a sfruttare per la prima prova quello che studi per la seconda e viceversa.

Altrimenti, per l’ambito applicativo clinico, si può scrivere che le teorie esposte servono allo psicologo per comprendere i meccanismi di alcuni disturbi e sintomi, e quindi a formulare diagnosi, a fare sostegno, abilitazione e riabilitazione.

Una cosa che si potrebbe evitare è l'”elenco telefonico”, cioè fare una lista di presunti ambiti applicativi, buttandoli là in modo molto sintetico, senza approfondirne nessuno.

Anche in alcune vecchie edizioni del kit era così, e molti giovani che hanno un po’ scopiazzato, oppure persone che fanno corsi attingendo come base a vecchi kit, hanno riproposto “a nastro” quello schema, per cui ancora “aleggia” questa tendenza, ormai superata.

Quello oggi è un modo ingenuo e abbastanza ridicolo di fare quel paragrafo. Certo, è possibile che molti prof lo tollerino. Ormai si è creato un bias.

Ma occorre anche evolversi. Quel modo andava bene 10 anni fa, ma poi tutte le cose cambiano. “Panta rei”, diceva il filosofo Eraclito.

L’ambito applicativo è un paragrafo pratico per cui può essere utile descrivere, anche sinteticamente, senza fare trattati, cosa può fare concretamente lo psicologo con quelle conoscenze.

Finché si tratta di esporre la pappetta, non è ancora esame di abilitazione, già siamo stati valutati 5 anni sulla pappetta e sulla nostra capacità di essere bravi “pappagalli” e ripetere quello che è scritto sul libro, magari pure con le stesse parole (perché molti prof dicevano: “voglio la definizione esatta, con le stesse parole”).

Ora occorre andare oltre e scrivere cosa ci si fa con quelle conoscenze, cioè ambiti applicativi, cioè attività pratiche che lo psicologo fa in un ambito basandosi su quelle teorie.


E’ opportuno riflettere sui risvolti applicativi delle teorie, sul modo in cui queste possono essere applicate nella pratica.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net