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Il tema non è un trattato! Hai poco tempo e poco spazio per scriverlo. Quindi è inutile fare lunghe introduzioni, a meno che non siano esplicitamente richieste dalla traccia o dalla tua commissione.


Le commissioni amano la sintesi.

È inutile memorizzare quintali di nozioni, autori e ricercucole: nel 90% dei casi, neanche i prof le conoscono (non sono tuttologi). Mettiamo che tu vuoi fare un compito di 4 facciate, perché se ne fai di più potresti essere giudicato prolisso.

Ecco, già le ultime due facciate se ne vanno tra strumenti di valutazione e ambito applicativo.

Restano le prime due, in cui molto spazio se ne va tra definizione, esempi, confronti con altre teorie.

Quanto resta per esporre teoria e la ricerca collegata? Alla fine, resta poco più di una pagina. E una pagina si riempie subito. Anzi 4 pagine si riempiono subito.

Ora ti sembrano impossibili, ma procedendo nello studio, avrai difficoltà a selezionare le cose da togliere piuttosto che riempire.

In più, memorizzare pacchi di nozioni, oltre che essere inutile, potrebbe essere controproducente.

Alcuni prof possono percepire il compito come troppo ossessivo e studentesco, piuttosto che concreto e da professionista.

Potrebbero pensare che, per ricordarti tutti quei dettagli minuziosi, forse mentre facevi il compito avevi un cellulare sotto il banco e hai attinto da lì senza farti vedere.

Potrebbero pensare che hai fatto uno studio troppo mnemonico.

Potrebbero sentirsi confusi e storditi dalla troppa roba affastellata, non riuscendo a cogliere una gestalt organica e strutturata. Quindi potrebbero pure insospettirsi.


Per cui, lo sforzo non è tanto di memorizzare cose su cose, rincorrendo minuzie. A volte servono meno cose di quelle che pensi. Però vanno scelte bene, assemblate in modo originale, adattate per rispondere alla traccia, arricchite di esempi concreti.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net