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Nella prima prova dell’esame di Stato di Psicologia possono uscire tracce chiuse o aperte: quali sono più difficili? 


1) Tracce chiuse

Le tracce chiuse sono quelle di psicologia generale, molto frequenti, tipo: apprendimento, memoria, motivazione, comunicazione, ecc.

Queste tracce anno un costrutto ben preciso, chiaro ed esistono teorie “precotte” specifiche per spiegarlo.

Questo può facilitare lo svolgimento, perché basta fare l’associazione stimolo>risposta: esce la comunicazione > metto la teoria della comunicazione di Palo Alto, però espongono di più al rischio di omologazione.

I prof correggeranno 100 e più compiti tutti con la teoria di Palo Alto, gli stessi strumenti, le stesse pappe fritte e rifritte.

I primi 50 passano, gli altri vengono penalizzati dalla saturazione percettiva, per cui i prof cominceranno a fare le pulci ai temi e a trovare il cavillo (i loro meccanismi percettivi sono uguali a quelli degli altri esseri umani, generalmente).

Come limitare il rischio?

Si può vivacizzare un po’, ad esempio oltre a Palo Alto, parlare della comunicazione madre-bambino, che non richiede di memorizzare una cosa in più…è una cosa già studiata per lo sviluppo emotivo ma mica utilizzabile solo per sviluppo emotivo :).

Oppure aggiungere esempi concreti di problemi specifici. Poi ognuno valuta, magari non si trova bene a fare esempi specifici…ci sono mille modi per variare, la cosa importante è non fare un tema troppo piatto, per quanto corretto. Insomma possono essere tracce insidiose,

2) Tracce aperte

Le tracce aperte sono quelle con lunghe frasi arzigogolate (“il candidato analizzi il rapporto dello psicologo con le istituzioni sociali…”) o costrutti vaghi per i quali non c’è propriamente il “capitolo” sul manuale di psicologia generale, sociale, ecc.

Esempio di costrutto : “l’adattamento”. Sì, è vero che ormai ci sono teorie su tutto, però è meno chiara l’associazione stimolo-risposta, costrutto>teoria, rispetto a costrutti inflazionati tipo apprendimento, memoria, ecc.

Quindi è più difficile lo svolgimento, infatti spesso questi temi paralizzano. Però hanno pure loro il lato positivo: si costruiscono assemblando pezzi, diventano temi liberi che ognuno (più o meno) può organizzare con teorie e contenuti originali, dando un taglio originale e diverso o valorizzando i suoi jolly.

Non è facile , ma in questi casi almeno è più difficile che si possa rischiare l’omologazione, che è il grande rischio di queste sessioni.


In sintesi, ogni traccia ha i suoi lati positivi e negativi. Studiando con flessibilità, si possono minimizzare i rischi e massimizzare le potenzialità della tua preparazione. 

 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net