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Come traccia del tema, può capitare che ti si chieda di parlare dei nuovi problemi che si trova ad affrontare lo psicologo. Di che si tratta?


Se esce una traccia in cui si chiede di parlare dei “nuovi problemi professionali” o delle “problematiche della psicologia”, occorre considerare innanzitutto una cosa: si tratta di una traccia libera.

Infatti, non ti vengono suggerite specifiche problematiche da affrontare, ma ti viene lasciato campo libero per esporre il tuo ragionamento.

Come sfruttare questo aspetto a tuo favore?

Selezionare un problema di riferimento

Si può prendere un costrutto o un problema a scelta. Vanno bene tutti.

Per aiutarsi, ognuno può partire dal proprio ambito preferito (clinico, evolutivo, lavoro, ecc).

In qualunque ambito c’è qualche problema che lo psicologo può affrontare con una teoria/tecnica/intervento.

Opzione 1, ambito lavoro

Si può incentrare il tema su un costrutto jolly dell’indirizzo lavoro, cioè il benessere organizzativo, in quanto è un problema posto agli psicologi del lavoro, in un contesto in cui il concetto di benessere applicato ai contesti lavorativi è cambiato.

Prima, infatti, si identificava il benessere con la sicurezza (scarpe anti infortunio, sedie ergonomiche, ambienti igienizzati), oggi si includono anche altre variabili, indicate da Avallone, di tipo emotivo e sociale.

Quindi, nella parte teorica si può parlare di benessere organizzativo, della sua evoluzione, integrando con il costrutto di stress e di resilienza, importanti per il benessere lavorativo, ed eventualmente con altri costrutti di indirizzo (team building, negoziazione, ecc.).

Nella parte degli strumenti, si può scegliere la procedura classica e preliminare di valutazione di un’azienda: analisi del clima, della cultura, della domanda (con annessi autori) e questionario del benessere di Avallone.

Nella parte applicativa, infine, si può mettere la metodologia di base per l’intervento (action research, formazione valutata col sistema di Kirkpatrick, leadership, ecc).

Opzione 2, ambito lavoro

Come opzione alternativa, ognuno può prendere un qualsiasi argomento di indirizzo lavoro, ad esempio: lo stress lavoro-correlato.

Quindi si può focalizzare sullo stress, unendo il file sullo stress, sulla resilienza, sulle emozioni, sul gruppo, sul pensiero creativo (importante per risolvere problemi di lavoro che causano stress) o altro.

La parte sugli strumenti e sugli interventi rimane la stessa dell’opzione 1.

Volendo, si potrebbe rendere ancora più pratico, facendo riferimenti a uno specifico profilo lavorativo.

Siccome ci sono molti studenti lavoratori, ognuno potrebbe applicare il tutto al suo lavoro, arricchendolo di esempi concreti.

Esempio: mettiamo che uno fa l’infermiere. Può scegliere l’opzione 1, con riferimenti alla professione di infermiere, allo stress nel relazionarsi con utenza disagiata, che porta al burnout.

Quindi personalizzare l’intervento, pensando a un progetto di prevenzione del burnout.

Oppure l’importanza di relazionarsi e comunicare empaticamente coi familiari dei pazienti o efficacemente con i colleghi o con i medici.

Opzione 3, ambito clinico

In questo caso, si può sfruttare qualsiasi patologia, magari una corposa, dove c’è tanta roba da dire, tipo i disturbi di personalità, problematica attuale in ambito clinico.

Per cui nella parte teorica, si potrebbe partire dalla teoria integrata di Gori (2015), che considera i disturbi di personalità come disturbi dell’attaccamento, così da parlare anche di attaccamento dall’infanzia all’età adulta (Bowlby + Crittenden) e regolazione delle emozioni e delle relazioni, incluse quelle di coppia.

Nella parte dedicata agli strumenti di valutazione: colloquio, osservazione, MMPI e PTI, che è il test collegato alla teoria integrata di Gori.

Per quanto riguarda gli interventi applicativi, invece: diagnosi, sostegno, abilitazione.

E poi le consulenze di coppia, per i problemi che si creano quando ci sono coppie con attaccamenti e disturbi di personalità complementari, tipo narcisista e dipendente, perché in presenza di tratti antisociali e paranoidi, possono esporre a violenza, stalking e omicidio.

Opzione 4, ambito evolutivo e neuropsicologico

Anche qui, è possibile parlare di qualche disturbo, ad esempio DSA e BES, sui quali, tra l’altro, c’è anche la legge, e si tratta di un problema, un’emergenza sociale su cui sono attivate le istituzioni negli ultimi anni.

Oppure, per chi fa neuro e vuole trattare gli anziani, il problema degli anziani, dall’active aging all’Alzheimer.

Ancora, si può trattare la famiglia (separazioni, nuove famiglie, ecc).


Dunque, una traccia strana sulla professione, si può ricondurre a una traccia libera su qualunque costrutto di qualunque indirizzo.

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