Seleziona una pagina

La teoria di Mc Clelland è tra le più sfruttate per il tema sulla motivazione all’Esame di Stato di Psicologia. Ecco alcune indicazioni per non rischiare di fare il compito uguale a un altro


Nel kit vecchio per la preparazione dell’Esame di Stato di Psicologia, avevo esposto la teoria di McClelland per il tema sulla motivazione.

Poi il kit vecchio è stato pluricopiato. La teoria di McClelland è stata riversata in tantissimi altri materiali, riproposta da tanti tutor e in tanti corsi, con le stesse parole e le stesse ricerche. 

Questo significa che ormai i prof non la sopportano più, almeno quelli che l’hanno letta e riletta in troppi compiti.

Se vuoi continuare a usarla, qui aggiungo alcuni aspetti che ti consentono di renderla più pratica e di applicarla a più temi, non solo a quello sulla motivazione.

A volte, infatti, a forza di essere ripetuta ovunque a pappagallo, ho l’impressione che non venga davvero interiorizzata, ma solo esposta in modo meccanico.

Innanzitutto, questa teoria puoi utilizzarla anche se esce un tema sul decision-making.

Infatti, le decisioni sono basate su diverse motivazioni, che si possono dividere in 3 gruppi , quelli indicati da McClelland: il bisogno di successo, di affiliazione o di potere.

Ecco un esempio applicato a una consulenza di orientamento in cui lo psicologo sostiene un neodiplomato nella scelta della facoltà universitaria.

C’è chi sceglie una facoltà per seguire gli amici (motivazione all’affiliazione), chi per fare un lavoro da imprenditore, dove gestisce i dipendenti (motivazione al potere) e chi per acquisire una competenza da mettere a disposizione (motivazione al successo…o alla competenza, dipende da come la traducono i vari manuali).

Inoltre, questa teoria può essere utilizzata in tema che riguardi un comportamento, un problema o una relazione tra individuo e contesto, perché evidenzia 3 componenti dell’esperienza.

Ad esempio, si può riportare l’esempio dell’esperienza di preparazione di un esame da parte di uno studente.

In questa esperienza, sono attive tutte e 3 le motivazioni di Mc Clelland:

  • all’affiliazione, che si esprime aderendo a gruppi di mutuo-aiuto tra pari, per sostenersi a vicenda;
  • alla competenza, perché c’è un impegno nell’apprendere contenuti, strategie, ecc;
  • al potere un po’ meno, se si intende in senso letterale come posizione di vertice da cui impartire ordini, ma se si intende potere come “empowerment“, cioè come potere non solo sugli altri, ma su se stessi, come controllo sulla propria vita e sulla propria carriera lavorativa, anche questa ci sta tutta.

Se proprio non vuoi rinunciare a questa teoria, conviene quindi esplorare aspetti inconsueti, farne un uso originale e corredarla di esempi pratici. Qui ho sintetizzato la teoria di McClelland che avevo esposto nel vecchio kit di preparazione.

The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net