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Ecco alcuni consigli pratici sulla preparazione per il caso clinico


Suggerirei prima di tutto di mettere da parte sia il DSM-5, perché non è un compito di psichiatria.

E di mettere da parte anche gli approcci psicoterapeutici, perché non è un compito di psicoterapia.

Questi sono errori frequenti.

Qualche anno fa non lo erano, ora le sensibilità sono cambiate, quindi dare un taglio solo psichiatrico e inquinare con riferimenti psicoterapeutici (a meno che qualche prof vecchio stampo non li chieda in scaletta), è diventato pericoloso.

E in fondo è un esame di psicologia.

Questo non significa che non dovrai tenere conto anche del DSM-5 o di altri manuali diagnostici, ma non per intero, non a memoria e soprattutto non ora.

Meglio fare le cose giuste al momento giusto. Se si fanno le cose giuste, al momento sbagliato, tutto rischia di degenerare.

Prepararsi su fonti “alternative”

Anzi, provocatoriamente, direi che l’imprinting è davvero importante ed è meglio non bruciarselo con la psichiatria, anzi non ricorrere all’emisfero sinistro, ma a quello destro: vedi un film, sono pieni di casi clinici.

Leggi il testo di una canzone, anche lì è pieno di situazioni cliniche.

Leggi un breve racconto o romanzo, anche lì è pieno di relazioni affettive, familiari o lavorative difficili.

Usa questi materiali come fossero tavole di Rorschach, lasciando che emergano le conoscenze depositate negli anni universitari, anche poche.

Parti da lì: vedi che il protagonista parla di depressione? Allora poi ripassi la depressione da qualche libro (anche dal tuo dell’università, che ti è più familiare).

Poi scarichi una traccia vecchia di qualche università (non per forza dell’università dove farai l’Esame di Stato) e anche lì, riga per riga, provi a far riaffiorare le conoscenze psicologiche e quelle psichiatriche.

Poi magari quella traccia parla di ansia, non nel senso che la protagonista ha l’ansia, ma magari va dallo psicologo dicendo che è ansiosa, insomma c’è la parola “ansia”.

E allora vai a leggere l’ansia, poi vedi un film, poi da lì passi ad un’altra patologia.

Privilegiare un percorso circolare

Insomma, almeno nella prima fase, non fare un percorso lineare, ma circolare, perché anche quando farai la terza prova, non ci vuole il pensiero lineare, che finisce per forzarti a trovare qualche diagnosi, ma circolare, che ti fa ragionare e spaziare tra psichiatria e psicologia e aderire perfettamente alla traccia (evitando applicazioni meccaniche di precotti).

Fai così, poi dopo 2/3 settimane così, allora hai abbastanza materiale per sistemare il tutto e procedere in modo lineare, aggiungendo quello che manca.


Per prepararsi, non serve fare tutto il DSM (neanche gli psichiatri lo sanno a memoria), ma sapersi orientare, spaziare con il ragionamento, commentare in modo personale.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net