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A volte, succede che temi molto ricchi di teorie e autori vengano bocciati. Come mai?


Se citi troppi autori, troppe teorie, troppe cose in un tema, il rischio è che il commissario si perda, si confonda, si senta in sovraccarico cognitivo.

In alcuni casi, può contestare il contenuto del compito, sostenendo che si tratti di un’accozzaglia e che ha un taglio troppo da studente e poco da professionista, cioè molto nozionistico-ossessivo e poco pratico.

Eccoti 3 suggerimenti per evitarlo:

1) Non fare l’errore opposto

Non correre il rischio di impoverire troppo il tema, per evitare l’effetto minestrone. Infatti, se ti limiti a una teoria, possono contestare che il tema è troppo povero.

È anche vero che, se uno ha studiato, vuole esibire le sue conoscenze.

Inoltre, la ricchezza di riferimenti teorici è spesso un criterio di valutazione e apprezzamento in tutte e 3 le prove (quindi non solo nella prima), e d’altronde colpisce e dimostra che uno ha studiato.

Prova quindi a conciliare i due opposti, trovando un equilibrio nell’uso dei riferimenti teorici.

2) Usare la relazione figura-sfondo

Viene in aiuto un principio percettivo della Gestalt, cioè la relazione figura-sfondo.

La si può vedere anche nel quadro della Gioconda: è ricco di particolari, ma è chiaro quale sia la figura, la protagonista del quadro, e quale sia lo sfondo.

La figura è in primo piano, ben delineata, grande e dettagliata.

Lo sfondo è sfocato, lontano, in secondo piano.

Per evitare l’effetto minestrone, può essere utile fare come Leonardo quando ha dipinto la Gioconda, cioè: mettere una teoria in primo piano (oppure 2, se la traccia te ne chiede più di una).

Tutto il resto deve essere un contorno che esalta la figura, non che la mette in ombra.

3) Privilegiare la teoria-regina

La tua teoria in primo piano deve essere protagonista, quindi nessuno deve rubarle la scena: è la teoria che viene più approfondita, che occupa più spazio (più righe).

Tutti gli altri riferimenti che vuoi mettere, sono secondari.

Essi sono un arricchimento, sono più sintetici, agganciati comunque a qualche aspetto della teoria-regina.

Sono insomma le sue damigelle e quindi non le tolgono centralità, sono al suo servizio per farla esaltare e non per rubarle spazio.

Ovviamente non può essere una regola assoluta, dipende sempre dalla traccia.

Quando la traccia chiede una teoria, è facile applicare la strategia figura-sfondo. Quando chiede più teorie, ci sono 2 protagoniste e ciascuna può avere le sue ancelle.

Quando la traccia è da scomporre, ad esempio: “il problem solving… il decision making… l’adattamento” e altri costrutti da scomporre, può risultare un po’ più difficile.

In questi casi, la tentazione può essere quella di ammucchiare tanta roba, ma anche in quel caso è bene avere pietà del lettore.


È opportuno decidere chi deve essere protagonista. Gli altri eventuali riferimenti residui diventano damigelle di questi.

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