Le metodologie didattiche sono le modalità con cui l’insegnante aiuta gli studenti ad apprendere.


I contenuti indicano “cosa” viene insegnato.

Le metodologie descrivono “come” ciò avvenga.

Metodologie o strategie didattiche: qual è la differenza?

Le strategie didattiche sono piani d’azione che includono metodi, azioni, strumenti, obiettivi.

Anche in ambito storico e militare, lo “stratega” era il condottiero che elaborava uno schema di combattimento, utilizzando le risorse a disposizione, come i soldati, le armi, il campo di battaglia, in vista del raggiungimento di un obiettivo.

Le metodologie sono “raggruppamenti” di strategie che condivisono presupposti pedagogici.

Ovviamente, questa è solo una possibile distinzione, perché spesso, in base ai manuali e agli autori, il significato attribuito a questi termini cambia.

Spesso “metodologie” e “strategie” sono termini utilizzati in modo equivalente.

Quali sono le principali metodologie didattiche attive:

  1. Apprendimento cooperativo
  2. Aule disciplinari
  3. Circle-time
  4. Debate
  5. Didattica laboratoriale
  6. Didattica per scenari
  7. EAS
  8. Flipped classroom
  9. IBSE
  10. Jigsaw
  11. Metodologia dell’espressione
  12. Metodo euristico partecipativo
  13. Microlearning
  14. Peer education
  15. Problem solving
  16. Project Based Learning
  17. Classe/Scuola scomposta
  18. Scuola senza zaino
  19. Service learning
  20. Il metodo scientifico per le STEM
  21. Storytelling
  22. TEAL
  23. Tinkering
  24. Twletteratura
  25. Writing and Reading

Questo elenco non è esaustivo, ma rappresenta un raggruppamento significativo.

Leggi qui le definizioni di queste 25 metodologie, sotto forma di slide.

Quali sono le metodologie didattiche innovative

Le metodologie didattiche appena elencate sono tutte innovative, in quanto alternative o integrative rispetto alla lezione frontale, che rappresenta in Italia la metodologia storicamente più utilizzata a scuola.

Quali sono le metodologie didattiche attive

Le metodologie didattiche appena elencate sono attive, perché presuppongono un’azione da parte degli studenti, che non si limitano ad ascoltare l’insegnante che spiega, a prendere appunti e a memorizzare, per poi ripetere i conenuti sotto interrogazione.

Esse prevedono lo svolgimento di un’attività, spesso in gruppo, in cui gli studenti hanno un ruolo costruttivo, perché realizzano un “artefatto”, e non sono destinatari passivi di conoscenze astratte.

Didattica differenziata: significato

Le metodologie attive e inclusive consentono una differenziazione della didattica: ciò significa che viene rispettato lo stile di apprendimento di ogni studente, invece di imporre la lezione frontale, che si sintonizza soltanto con studenti con uno stile convergente e uditivo.


“Differenziare” significa variare le modalità con cui avviene l’insegnamento e con cui i diversi studenti vengono messi nella condizione di apprendere, senza uniformare i metodi o adottarne solo uno (ad esempio, solo la lezione frontale).