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La tua tesi di laurea, prima di essere definitivamente approvata, sarà caricata su un software antiplagio.


I software antiplagio più utilizzati dalle università italiane pubbliche e private sono 3: Compilatio, Turnitin e poi ci sono software riservati, elaborati da alcune università per uso interno, che quindi non hanno un nome, perché sono appunto di loro proprietà, non sono condivisi con nessuno, anche se spesso condividono gli stessi contenuti dell’archivio di Compilatio e Turnitin.

Tra i software “pubblici”, Compilatio e Turnitin sono i più gettonati dalle università e anche i più affidabili.

Non parliamo quindi di software gratuiti, di quelli fasulli che si trovano online gratis, che non sono neanche degni di questo nome: sparano cifre a caso, per mandarti nel panico e costringerti a optare per il report a pagamento.

D’altronde, perché fior di ingegneri avrebbero dovuto progettare software complessi e le università pagarli, se quelli gratis fossero stati affidabili?

Non parliamo neanche dei mille altri software antiplagio che spuntano ogni giorno.

Compilatio e Turnitin, per potenza, non hanno rivali.

Hanno un archivio immenso e sempre aggiornato di siti web, manuali scannerizzati e, soprattutto, precedenti tesi di laurea.

Ogni riga della tua tesi viene confrontata con tutto ciò che c’è in questo immenso archivio e viene propotto un report dettagliato, specificando esattamente ogni sito e ogni fonte da cui possono essere copiate le frasi.

Non solo copiate: questi software segnalano anche le similitudini!

Ti beccano anche se hai modificato un po’ una frase.

Quindi non basta cambiare qualche parola o qualche virgola.

Poi,questi software sintetizzano il tutto in un semaforo rosso, giallo o verde.

Ogni volta che un professore, un tutor o un assistente a vario titolo carica la tua tesi su Compilatio o su Turnitin, questa viene acquisita dal software.

Quindi va a finire nell’archivio interno, che si arricchisce ogni giorno di nuove tesi e lavori vari che vengono dati in pasto da centinaia di prof in centinaia di università e centri di formazione.

Questo per evitare che uno studente di una città faccia una tesi e poi la passi al suo amico di un’altra università: quando la tesi viene caricata, il software si accorge che è già in archivio, quindi segnala un plagio al 100%.

Attenzione: questo avviene anche se vuoi controllare tu la tua tesi con questi software.

Compilatio, ad esempio, può essere usato da tutti: con 14 euro circa, controlla 100 pagine.

Magari vuoi essere sicuro di aver citato correttamente oppure hai chiesto un supporto per alcune parti e non ti fidi del consulente tesi, vuoi verificare che non abbia fatto copia-incolla.

Allora paghi le 14 euro e ti togli il pensiero: invece no.

Come spiegato, quando carichi la tua tesi nel software, essa finisce nell’archivio di quel sofware.

Quando poi il tuo professore, successivamente, la caricherà, per fare il suo controllo, quella tesi è già in archivio (perché l’hai caricata tu).

Quindi il software segnalerà plagio al 100%, cioè segnalerà al professore che quella tesi che lui sta controllando, corrisponde esattamente a una tesi già in archivio e appartenente a un utente (che sei tu, perché, appunto, l’hai caricata tu!).

Il professore non vede il nome dell’utente, quindi penserà che l’hai interamente copiata da un altro.

Invece si tratta di un autoplagio, cioè la tesi è uguale a sé stessa, perché è la stessa tesi, prima caricata da te, poi dal prof.

Il prof non va a controllare, perché non ha tempo.

Fa prima ad annullarti il lavoro, per un equivoco!

Se quindi fai il tuo controllo autonomo prima del prof, avvisalo, così da evitare questo equivoco.

Si crea sempre questo equivoco, quando le università  consentono anche ai laureandi l’accesso allo stesso software (Compilatio o Turnitin) poi usato dai prof.

Non a caso, la maggior parte riserva l’accesso solo ai prof.

Se cmq ci tieni al controllo, perché hai chiesto supporto e non ti fidi…ti suggerirei: non chiedere supporto.

Come quando vai dal fornaio: hai fiducia che non ti dia il pane avvelenato.

Non ti metti a chiedere, dopo aver pagato il pane, se lo ha preparato correttamente (credo rimarrebbe un po’ perplesso).

Se però vuoi per forza controllare il lavoro del tuo fornaio, perché questo è un brutto mondo, per evitare che il software acquisisca il file prima che il professore lo carichi, generando il responso di autoplagio, che poi viene scambiato per plagio perché nessuno si prende la briga di controllare che si tratta dello stesso file dello stesso studente, ecco come fare.

Questa è una procedura artigianale di controllo, ma affidabile.

Prendi una frase della tesi e mettila su Google.

Ormai l’archivio di Google è vastissimo, quasi quanto quello dei software antiplagio.

Se Google ti segnala che quella frase si trova esattamente così in un sito, un libro, ecc., allora è plagio.

Evita i cosiddetti “sintagmi frequenti”, tipo: L’autore sostiene che…

Questa è un’espressione standard, è ovunque, ovviamente!

Frasi come “il cielo è blu” le troverai di certo.

Metti un pezzetto di contenuto e controlla, pezzo per pezzo.

Ci vuole pazienza, ma è una procedura affidabile.

Google non mente.


Se lavori e hai poco tempo e ti serve aiuto, richiedi una consulenza per tesi di laurea in Psicologia.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net